“Il leone della 13 non muore mai” Romanzo

Autore: Massimiliano Gurrieri

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Titolo: Il leone della 13 non muore mai

David, un ragazzo sulla trentina, è ricoverato in un grande ospedale che i degenti hanno ironicamente denominato Resort. Dietro il nome si celano sconcertanti segreti che emergeranno poco a poco. Per i malati la parola Resort significa anche: casa, famiglia, sostentamento. Le sue lunghe corsie, i suoi sotterranei, l’obitorio, e per contrasto i suoi magnifici giardini, dove i ricoverati si incontrano per sedersi sulle panchine, fanno da cornice all’intera storia. Ma l’ironia si cela dietro le apparenze, ove si nasconde una cruda realtà, solo vagamente immaginata da pazienti come David.

Egli lotta per la vita tra le corsie brulicanti di esseri umani, insieme ai suoi migliori amici, anche loro ricoverati da tempo. Trascinandosi sulle stampelle, si comporta di più da detenuto che da malato. Cerca di amare ed essere felice, come chiunque altro al di fuori del Resort. Per una stupida fuga all’esterno, fatta di notte insieme a Gio e Andrea, due suoi compagni, David si caccia nei guai.

Inizia tra lui e la caposala del reparto una sfida accanita. Da lì in poi si svela il potere arbitrario della caposala, capace, insieme ad un paio di scagnozzi, di tenere tutti in scacco. Non si muove niente senza il suo consenso. Se già prima della bravata si era rivelata odiosamente disumana, subito dopo diviene ossessionata dal punire Gio e Andrea, che infatti vengono scoperti subito, ed infine David, che per fortuna riesce ad occultare per un po’ di aver partecipato alla bravata.

A fare da contorno c’è il BRAPA: un parassita che attacca il cervello e che si trasmette facilmente all’interno dell’ospedale. I notiziari dei grandi LCD appesi alle pareti non fanno che parlare della fatale malattia. Ed è una cosa troppo nuova per avere già la cura. Pertanto al direttore dell’ospedale non resta che confinare ciascuno degli internati. L’ospedale verrà blindato con i suoi ammalati dentro. Soltanto i famigliari potranno continuare ad entrare e ad uscire liberamente ad orari rigidamente controllati. Ma chi si ammala trema come se fosse affetto da Parkinson, e la caposala sfrutta i vantaggi che il BRAPA porta in sé per segregare Gio e Andrea dentro Neuropsichiatria, poiché infatti vengono clinicamente dichiarati infetti.

David, afflitto dalla morfina e dalle droghe che trova liberamente nell’ospedale, tenterà un lungo viaggio notturno verso l’interno di Neuropsichiatria, per salvare i suoi amici da ciò che tutti sanno essere l’anticamera della pazzia e poi forse dell’obitorio. Nel duplice viaggio che David intraprende, quello dentro la mente e quello della discesa nei segreti dell’ospedale, si confronterà con i suoi fantasmi, presenti e passati, verso il profondo di ciò che tutti temono.

Sono innumerevoli i riferimenti alla quotidianità del mondo contemporaneo, emergono pertanto continuamente, l’afflizione data dal COVID, la strumentalizzazione del disastro sanitario per scopi illegittimi e talvolta barbarici, l’imponenza della dittatura mediatica che non lasciano scampo a nessuno e da cui non ci si può sottrarre.

Eppure ciascuno dei momenti di riflessione di David, sempre sospesi tra il filo della coscienza, e lo spazio immenso della paranoia, non rappresentano una realtà solida. In fondo, sono troppe le voci che David ascolta nella mente affinché il suo giudizio possa essere oggettivo. Non gli resta che cogliere la sfida con la caposala, il suo peggior nemico, quello che ha il potere di annichilirlo per davvero, con un solo comando.

Alla fine il lettore ha la facoltà di scegliere su quale verità credere. Si resta sospesi su una duplice verità: quella onirica e complottista di David, e quella misurata e tranquilla della sua ragazza. Sarà vero che un potere occulto stravolge la realtà a suo vantaggio, usando sconsideratamente i media? Il leone della 13, un internato della Neuro alto quasi due metri, che nessuno può dire di aver visto con certezza, è un mito dell’ospedale, una sorta di leggenda a cui tutti credono. Egli rappresenta la radicata speranza popolare di forza e resilienza. E’ stato addirittura visto andare in giro con tre uomini sulle spalle, così forte che neanche con la TEC riescono a sedarlo. E la stanza 13 è il punto più profondo del Resort, dove chi entra non ne è mai uscito, come il Leone, che ormai appartiene a quel luogo.

David sostiene di averlo visto, e di aver lottato insieme a lui per combattere la violenza degli inservienti, stupidi ingranaggi del potere, addestrati per dominare le masse. Ma avrà davvero combattuto al suo fianco, o è stato solo il frutto della sua immaginazione? Sarà il lettore a deciderlo, in base alle sue convinzioni, e sempre e solo lui potrà prendere spunti di riflessione per dare un giudizio categorico su ciò che ci sta succedendo.

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