“Forme difformi” Poesie

Autore: Guido Mazzolini

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Titolo: Forme difformi

Breve descrizione SILLOGE POETICA

Scrivere poesie è voler comunicare un’emozione. Pura. Semplice.
Senza fronzoli alcuni e senza eufemismi.
Io credo nel “linguaggio dell’inesprimibile” teorizza-to dai romantici, credo cioè che le parole siano in primo luogo suoni evocatori e poi in seguito diven-gano concetti e idee. Perciò il gesto poetico permette di palesare ciò che altrimenti sarebbe impossibile mostrare in altre forme di linguaggio.

Scrivere un romanzo o un racconto vuol dire condi-videre una storia cercando di suscitare emozio-ni. Tutto nasce dalla storia che l’autore reputa inte-ressante, unica.
La Storia.
La poesia è invece un’emozione proposta nel tentati-vo ingenuo di suscitare sé stessa e vuole essere sen-sazione da condividere, poi, in un racconto.
Non più la storia che genera emozione, ma l’emozione che genera una storia.
Ecco perché chi legge un romanzo si pone fiducioso nelle mani dell’autore, certo che la storia raccontata sarà portatrice di sensazioni uniche.

Io non cerco lettori che si fidino di me. Non avere fi-ducia in chi scrive poesie. Mai. Al contrario, sono io che metto fiducioso le mie parole nelle mani degli al-tri, negli occhi e nella testa di chi legge, certo di rice-vere in cambio una condivisione velata.

La nascita di una poesia prevede un’intuizione ini-ziale, romanticamente definita ispirazione, un suono che diventa chiave per aprire una porta dell’anima e spalancare un cancello chiuso, una scintilla che di-viene seme piantato in un terreno fertile.
Dopo l’intuizione iniziale comincia il lavoro artigiano della scrittura e non è facile codificare un’emozione, calarla in un linguaggio comprensibile.
Qual è il colore dell’allegria? Penso sia il giallo.
E l’odore della noia?
E che sapore ha il disinganno?
Descrivilo senza calarlo in una storia, ma raccontan-do cosa vedi in quella stanza dopo che ne hai aperto la porta.
Solo allora avrai scritto una poesia. Solo allora avrai compiuto un gesto poetico e rivoluzionario.

Guido Mazzolini

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